sabato 21 marzo 2009

Il progetto che vorrei…

Mi rendo perfettamente conto che nella zona dove abito, vicino all’ ex rimessa AMT di Boccadasse, esiste una complessiva disomogeneità tra gli edifici presenti.

Le date in cui sono stati costruiti gli edifici in via Beretta sono diverse rispetto a quelle degli edifici di via Boccadasse e di via A. da Brescia e quindi le case, i condomini hanno valori architettonici visibilmente differenti. Aggiungo anche che guardando il mare e volgendo lo sguardo a sinistra si vedono antichi alberi che circondano le belle ville di via al Capo di S. Chiara.

Nonostante ciò, mi ostino a desiderare un’uniformità che non crei interferenze con le visuali panoramiche e che non alteri il paesaggio nel suo complesso, ricerco l’obiettivo di poter veder realizzati edifici di dimensioni e tipologia compatibili con quelli circostanti.

Il progetto che vorrei parla di condomini, case a forma di cubo, parallelepipedo…forme geometriche varie… edifici, insomma, sicuramente di limitata elevazione e limitati ingombri per ridurre al minimo gli impatti visivi dagli edifici circostanti.

E inoltre, sempre per raggiungere l’obiettivo di compatibilità con le tipologie e dimensioni degli edifici circostanti, il progetto che vorrei utilizza materiali di uso locale e gli intonaci, le coloriture sono moderni ma integrati con il preesistente.

A questo punto, certa dell’esistenza del progetto che vorrei, potrebbe iniziare la discussione sulla presenza e utilizzo del “verde” e poi sui parcheggi e poi sui portici e via via….

a presto

Antonietta Sciutto

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Credo che tutti noi , abitanti del quartiere, condividiamo il pensiero di Antonietta e speriamo vivamente che chi di dovere lo faccia proprio. Ci rendiamo anche conto che siamo nel 2009 e certamente la tipologia delle case potrà e forse dovrà anche rispecchiare la nostra epoca, altrimenti ci troveremmo di fronte a delle copie, forse anche "copie d'autore" di edifici esistenti che poco hanno a che fare con l'architettura. Secondo me la bravura di un architetto è proprio quella di riuscire a realizzare un "qualcosa di nuovo" pur nel rispetto della tradizione e dell'esistente. E' troppo facile progettare come se l'intorno fosse un foglio bianco.

Anonimo ha detto...

A Pieve Ligure, poco sopra la piazza, sulla sinistra, vedrete che al posto del vecchio ristorante "Picco" c'è una nuova costruzione residenziale color rosso. Qui temevamo tutti che si sarebbe realizzato uno scempio, una "originalata"...invece, venite a vedere, un fabbricato molto bello, leggero, in linea on l'ambiente circostante, curato e bene integrato. Fate un salto, quando arrivate in piazza prendete verso il panettiere, a sinistra, lato genova, e subito dopo la curva, in cima alla salitina, vedete la nuova casa. Non è necessario costruire schifezze...Comunque, se proprio bisogna costurire, con gli oneri di urbanizzazione fategli fare una palestra (vera) comunale, dato che a Genova, dal Bisagno al monte di Portofino, pochi lo sanno, son 150.000 abitanti, NON ESISTE una palestra regolare peruno sport al coperto. A Boccadasse si faceva basket, ora basta. Io alleno le ragazze campionesse regionali di basket da due anni, una ragazza in nazionale u15 e giochiamo a ... Ferrada di Moconesi...Non una palestra di fitness, una palestra-palestra, e vi faccio giocare i figli per i prossimi 15 anni!! Spingete per questo e avrete solo gente sana e sportiva, intorno. Altro che parcheggi e torri. Gianfranco Roncarolo www.siduslifebasket.it